Rassegna Stampa 27-31 luglio

Pubblicato il 31/07/2020 - Alessia Vicario
La Rassegna Stampa Quantalys: in un'unica pubblicazione le posizioni e le analisi delle varie SGR

 

PICTET: "Quali Paesi esportatori sono più a rischio a causa della caduta del prezzo del petrolio?"

Il recente calo del prezzo del petrolio ha penalizzato le principali economie esportatrici di petrolio. Non si tratta tuttavia di un gruppo omogeneo: alcuni Paesi (come Russia e Arabia Saudita) stanno infatti dimostrando maggiore resilienza rispetto ad altri (come Oman, Colombia e Kazakistan).

Gli esportatori di petrolio potrebbero essere colpiti in maniera diversa dalle oscillazioni del prezzo del petrolio. La loro reazione dipenderà in larga misura dal relativo prezzo di breakeven estero, ovvero il prezzo del petrolio necessario a coprire le spese legate alle importazioni.

Esportatori di petrolio con un breakeven basso: Iran, Kuwait, Qatar, Russia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.  Esportatori di petrolio con un breakeven alto: Algeria, Angola, Colombia, Kazakistan, Nigeria e Oman.

Al link Pictet.it l’articolo completo.

 

 

GAM: “Aspettando l’Europa”

I principali beneficiari del Recovery Fund sono: il BTP, il cambio euro/dollaro, l’oro e l’azionario Europeo. Sui primi tre le reazioni del mercato sono state quelle attese e in alcuni casi forse anche eccessive mentre l’azionario europeo fatica a trovare una direzione. Il BTP ha proseguito la riduzione di spread rispetto al bund, l’Euro/Dollaro ha violato il range tecnico all’interno del quale si trovava da più di 2 anni, l’Oro nell’ultima settimana insieme all’argento è stato protagonista di un intenso rally forse troppo rapido rispetto ai fondamentali favorito anche da strategie “trend following” e l’Azionario Europeo.

Gli indici azionari europei hanno registrato una performance negativa, e anche quella relativa rispetto a S&P500 e MSCI World ha proceduto lateralmente, senza sussulti. La spiegazione è nel fatto che l’accordo in seno all’Unione fosse un evento atteso, e in quanto tale già prezzato in larga parte dai mercati oppure in un sentiment di mercato già indebolito da notizie poco confortanti sul fronte epidemico e dalle nuove schermaglie fra USA e Cina e infine la raccomandazione alle banche, da parte della BCE, di sospendere il pagamento di dividendi fino a gennaio, non ha di certo aiutato. L’azionario europeo costituisce un investimento di lungo periodo sulla ripresa globale, in virtù dell’ampia componente ciclica dei propri indici; i dati economici sono in netto miglioramento e le prospettive di rimbalzo appaiono più solide rispetto a USA e Asia, grazie anche a una migliore gestione dell’epidemia. Dal punto di vista tecnico si nota come l’Europa sia ancora poco detenuta nei portafogli internazionali, c’è quindi grande spazio per flussi in ingresso nell’area (un segnale arriva dagli hedge fund, che stanno aumentando con decisione la propria esposizione all’area).

Al link GAM.com l’aggiornamento completo del Team Multi Asset di GAM Italia.

 

 

AMUNDI: La settimana dei mercati

La settimana si è caratterizzata per alcune notizie favorevoli tra cui l'esito positivo dei test di due vaccini per il Covid-19, gli esiti preliminari degli indici di fiducia delle imprese sia in Europa che negli Stati Uniti, che confermano la fase di ripresa economica in atto, e lo storico accordo europeo raggiunto dai 27 leader europei che dopo una lunga e complicata trattiva hanno stabilito un pacchetto di aiuti di oltre 1800 mld di euro per il rilancio dei Paesi più colpiti dalla crisi (la somma è il risultato di 1074 miliardi a bilancio della Commissione Europa per il periodo 2021-2027 e 750 miliardi che verranno raccolti sui mercati obbligazionari e che verranno erogati ai paesi membri sottoforma di trasferimenti (390 miliardi) o di prestiti a tasso agevolato (360 miliardi). All’Italia spetta una parte molto importante del fondo pari a 209 miliardi dei 650.

Nonostante queste notizie rassicuranti le borse hanno chiuso la settimana leggermente in negativo, condizionate dalle nuove tensioni tra USA e Cina (la chiusura del consolato cinese a Houston e la chiusura del consolato americano a Chengdu. Gli americani hanno accusato la Cina di utilizzare il consolato per coordinare attività di spionaggio). S&P 500 – 0,3%, Eurostoxx 50 -1,6%, CSI 300 -0,90%. In rialzo l’euro +2% rispetto al dollaro che ha confermato il trend positivo cominciato a metà maggio, l’oro + 5,1% sostenuto dalle tensioni geopolitiche portandosi a un passo dai massimi storici segnati nel 2011.

Settimana ricca di eventi questa con l’attenzione degli investitori rivolta principalmente agli Stati Uniti dove il Congresso dovrà approvare il rinnovo dei sussidi che scadono a fine luglio e la FED che darà la propria lettura della situazione economica, inoltre verranno pubblicati importanti dati macroeconomici come gli ordinativi dei beni durevoli e i dati sulla fiducia dei consumatori.

Al link Amundi.it l’aggiornamento completo di Stefano Castoldi.

 

 

VANGUARD: “La duplice crisi - sanitaria ed economica - è ben lungi dall’essere finita”.

La pandemia di Covid-19 ha provocato la contrazione più rapida, più forte e più profonda della storia dell’economia moderna ed il numero complessivo dei casi accertati continua a crescere a livello globale. La duplice crisi - sanitaria ed economica - è ben lungi dall’essere finita. Vanguard prevede un graduale ritorno al lavoro e nessuna riacutizzazione che induca i governi ad adottare nuove restrizioni a livello nazionale. Questa posizione prevede rischi negativi in quanto ulteriori ondate di contagi con la reintroduzione delle misure di confinamento metterebbero in pericolo la ripresa dell’economia. Secondo Vanguard dopo un’iniziale ripresa dell’attività economica con il potenziale produttivo nuovamente operativo, la ripresa sarà lenta con i consumatori che saranno probabilmente riluttanti a riprendere le interazioni che prevedono un contatto diretto fino a quando non sarà stato messo a punto un vaccino. Sul fronte dei mercati finanziari le previsioni per i rendimenti azionari sono migliorate rispetto a quelle di fine 2019 in una situazione di basse valutazioni e bassi tassi d’interesse, mentre quelle per i rendimenti obbligazionari restano insoddisfacenti. Permane una grande incertezza, con possibilità di ulteriori correzioni del mercato. Vanguard consiglia agli investitori di concentrarsi sui rendimenti previsti a lungo termine, optare sulla diversificazione a livello globale ed evitare la tentazione di investire sulla base dei movimenti di breve di mercati così turbolenti.

Al link Vanguard.com l’aggiornamento completo.

 

 

ALLIANCEBERNSTEIN: "Azioni dei mercati emergenti: oltre la pandemia"

Durante la crisi del COVID-19, la corsa degli investitori ai beni rifugio e la solidità del dollaro USA hanno inferto un duro colpo alle azioni dei mercati emergenti. Tuttavia, dopo aver riguadagnato terreno a giugno, l’MSCI Emerging Markets Index ha registrato al 15 luglio un calo di appena il 3% in dollari USA, evidenziando una performance simile a quella dei mercati sviluppati. Da Taiwan alla Polonia, alcuni paesi emergenti sono riusciti meglio di altri a controllare la pandemia e a limitare il numero di decessi, superando in tal senso persino alcune economie sviluppate. Nei mercati emergenti stanno sorgendo opportunità d’investimento che dovrebbero durare ben oltre la pandemia, molte aziende hanno infatti le giuste qualità per beneficiare di cambiamenti strutturali sia nell’immediato che nel lungo termine.

Dei 10 paesi con il maggior numero di nuovi casi di coronavirus, 9 fanno parte dell’universo emergente (gli Stati Uniti solo l’unico paese sviluppato dei 10). India, Filippine e Indonesia, stentano ancora a contenere la diffusione del COVID-19. In America Latina, nazioni come Brasile, Messico, Cile e Perù registrano una rapida crescita dei contagi. I tre paesi emergenti che hanno ottenuto maggiori successi nel contenimento del virus – Cina, Taiwan e Corea del Sud – rappresentano oltre il 60% del benchmark dei mercati emergenti.

Al link AllianceBernstein.com l'articolo completo. 

 

 

EURIZON: La view di Agosto2020

I mercati azionari hanno continuato a salire ma il rialzo di giugno è stato rallentato rispetto a quello di aprile e maggio, nelle ultime sedute c’è stata una sensazione di stabilizzazione più che un proseguimento di rialzo. I tassi governativi di Germania e Stati Uniti sono fermi ormai da mesi. Sulle attività europee sta invece succedendo qualcosa con il dollaro che si è indebolito e l’euro che si è rafforzato e gli spread dell’eurozona sono scesi con il raggiungimento dell’accordo sul recovery fund. I due temi sul mercato, che si compensano, sono: il virus che continua a espandersi a livello globale in quella che è un’ondata più lunga del previsto soprattutto nei paesi emergenti, negli stati del sud degli stati uniti che però non sta preoccupando i mercati che tollerano questa sorpresa negativa e la crescita economica che invece è in recupero con positivi dati macroeconomici.

I tassi obbligazionari di alta qualità (Stati Uniti e Germania) da qualche mese sono poco interessanti perché prezzano a pieno la recessione globale. Eurizon ha assunto una posizione neutrale sui titoli americani (rendimento positivo) e una posizione di sottopeso sui titoli tedeschi (rendimento negativo). Per Eurizon risulta ancora interessanti i titoli periferici dell’Eurozona grazie alla riduzione dei tassi nella periferia con il perfezionamento dell’accordo sul Recovery Fund. Con i tassi tedeschi negativi Italia, Spagna e Portogallo offrono tassi interessanti.  La preferenza è per le attività del credito ed in generale per le obbligazioni emesse dalle società o paesi emergenti. Gli spread delle obbligazioni investment grade, sostenuti dalle BC, sono scesi e risultano ancora interessanti.

In un’ottica di medio periodo le azioni rimangono interessanti perché per quanto gli utili siano bassi e ancora in calo e incerti presentano un rendimento elevato rispetto a un tasso cedolare obbligazionario delle obbligazioni governative che è sceso ed è diventato molto basso. Accorciando l’orizzonte temporale, sul breve periodo lo scenario è tra luci e ombre ed agosto è un mese che storicamente presenta volatilità. Eurizon ha preso profitto sul posizionamento lungo mettendosi in una posizione neutrale in attesa di incrementare la posizione. In merito al posizionamento valutario Eurizon mantiene una posizione di sottopeso di dollaro e sovrappeso di euro, ritenendo che ci sia ancora spazio per un indebolimento del dollaro per una politica europea che sta raggiungendo buoni risultati e con un’America meno efficiente nella gestione del virus e con l’avvicinarsi delle elezioni americane. Infine Eurizon ha chiuso il sovrappeso di Yen avendo ridotto la posizione sull’azionario.

Al link Eurizoncapital.it l’analisi e il posizionamento di Eurizon per il periodo estivo con il responsabile Macro Research, Andrea Conti.

 

 

ANIMA : “Mercati azionari: le fasi di debolezza potrebbero essere un’opportunità”

È possibile che i mercati azionari vivano una fase di consolidamento/correzione, complici l'aumento della volatilità e l'illiquidità che contraddistinguono i mesi estivi. La view si mantiene neutrale, nella convinzione che un approccio flessibile sia il più indicato in condizioni di elevata incertezza, ma il posizionamento è diventato più prudente. Fasi di debolezza sarebbero tuttavia interpretate come opportunità di acquisto: il giudizio sui mercati azionari resta infatti costruttivo nel medio termine. Sempre in un'ottica di medio termine, sul piano dell'allocazione geografica, rischi epidemiologici e politici nettamente inferiori e il rafforzamento dell'architettura istituzionale europea giustificano una preferenza relativa per l'Europa. Sui prodotti globali, continuiamo a privilegiare titoli difensivi, growth e quality, che godono di bilanci solidi e revisioni positive degli utili (salute e tecnologia), mentre fra i settori ciclici è stato selettivamente ridotto il sottopeso sugli industriali. Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, le aspettative di ritorno e la volatilità prospettica sul comparto dei governativi core restano basse e la view si conferma neutrale. Il sovrappeso dei titoli di stato italiani era stato impostato per le aspettative di potenziamento della risposta politica ora una presa di profitto è giustificabile. La view viene ricondotta alla neutralità, pur mantenendo un modesto sovrappeso. Stessa sorte per il credito investment grade il potenziale di ulteriore restringimento degli spread è limitato. Sui mercati valutari diventa negativo il giudizio sul dollaro, sopravvalutato da un punto di vista fondamentale e penalizzato dalla percezione di maggiori rischi a livello economico, politico e sanitario negli USA.

Al link Animasgr.it l’aggiornamento completo della view di Anima 

Da Alessia Vicario Financial Data Analyst presso Quantalys Italia.