Rassegna Stampa 8-12 giugno

Pubblicato il 12/06/2020 - Alessia Vicario
La Rassegna Stampa Quantalys: in un'unica pubblicazione le posizioni e le analisi delle varie SGR.

 

ALLIANCEBERNSTEIN: “Fallen angel: un’opportunità da prendere al volo”

Anche nei periodi migliori non è raro che le aziende situate nella parte bassa della categoria investment grade vengono declassate negli high yield, diventando fallen angel. Attualmente con gli improvvisi problemi di liquidità e l’accesso ridotto ai capitali la percentuale di declassamento potrebbe essere molto elevata. Secondo AllianceBernestein l’8,5% dei titoli corporate USA Investment grade sarà declassato nel comparto High Yield. (Percentuale in linea con le altre crisi: 10% nel 2002 e 8% nel 2008 ma il mercato dei titoli corporate Investment grade è oggi pari a 4 volte quella del 2008). La possibilità che i fallen angel invadano il mercato high yield ha determinato una pressione al ribasso sulle obbligazioni BBB e sui titoli high yield con rating più elevati. L’ondata di declassamenti potrebbe causare grandi perdite alle strategie che investono unicamente in titoli ad alto rating e determinare così un reprincing sul mercato high yield.  I fallen angel tendono ad entrare nel mondo High Yield ad un livello sottovalutato rispetto ai loro fondamentali e spesso questo determina ottime performance anche in presenza di notevoli aumenti dei volumi. Nel 2009 ad esempio vi è stata un’impennata del volume dei fallen angel ed il rendimento di questo titoli è stato superiore al 60%.

Al link AllianceBernstein.com l’articolo completo.

 

GAM: “Banche al bivio”

Negli ultimi giorni il settore finanziario, come gli altri ciclici, ha beneficiato ampiamente del miglioramento dei dati relativi a contagio e dei dati sull’economia (indici PMI dei servizi e buste paga statunitensi). L’indice bancario europeo fra il 17 febbraio e il 21 aprile ha quasi dimezzato il proprio valore (-46%). La BCE offre una sorta di “put” al settore garantendo liquidità consapevole che la ripresa, già fragile, dell’area euro non può prescindere da un sistema finanziario patrimonializzato ed in salute. Guardando ai fondamentali le attese sugli utili sono state già corrette dal mercato (al ribasso del 45% in tre mesi), un ulteriore fattore di supporto arriva dal mercato obbligazionario con l’irripidimento delle curve. Il settore finanziario ha ancora ampi spazi di recupero in quanto il posizionamento degli operatori è infatti molto scarso. Ci sono però elementi di rischio per l’investitore da considerare in quanto l’assunto è che il collasso degli utili 2020 sia un episodio isolato, il rally è stato infatti favorito dalla percezione che da qui in avanti i progressi saranno rapidi ma in caso contrario il mercato si troverebbe a fare dei passi indietro ed il comparto finanziario sarà tra i più sensibili.

Al link Gam.com l’articolo completo del Team Multi Asset di GAM Italia.

 

MORGAN STANLEY: “Il rally di riapertura”

La riapertura dell’economia sembra procedere molto bene e le asset class stanno ottenendo risultati straordinariamente positivi. La riapertura sembra essere positiva dal punto di vista del lavoro: i dati che supportano questo andamento: le vendite di auto superiori del previsto, le riassunzioni sono state molto più sostenute, il tasso di disoccupazione comunicato è stato molto più basso di quello atteso (stime tra il 17% e il 20%, effettivo 13,3%), aumento dell’impiego di 2,5 milioni (le aspettative vedevano una perdita di 8,5 milioni).  I settori che hanno preso parte al rally sono aumentati: high yield, mercati emergenti e dollaro più debole (segnale di maggiore fiducia globale). Grandi afflussi nelle obbligazioni globali che dai Treasury si sono indirizzati verso il credito e l’obbligazionario più rischioso (non solo Investment Grade ma anche High yield). Risulta significativa la quantità di denaro che esce dai mercati monetari, dai titoli di stato e dai titoli rifugio per essere indirizzata in attività più rischiose. L’approccio seguito da Morgan Stanley in questo momento è “Seguire il denaro per generare performance”.

Al link Morganstanley.com l’articolo completo di Jim Caron- Managing Director Global Fixed Income Team di Morgan Stanley.

 

PICTET: BAROMETRO Giugno 2020

Pictet continua a mantenere una posizione neutrale sulle principali classi di attivi perché nonostante i dati incoraggianti (riduzione dei tassi di contagio e decesso e grandi stimoli monetari e fiscali) che fanno sperare per una ripresa a “V”, non è da escludere la possibilità di una significativa seconda ondata nel corso dell’anno. Dopo un rally del 30% dai minimi di marzo le azioni sono tornate al valore equo e le obbligazioni sono al loro livello massimo di sempre.

REGIONI E SETTORI AZIONARI: incremento dell’esposizione ai titoli ciclici, in particolare quelli colpiti dalle vendite massicce sul mercato come il settore dei materiali (miniere e aziende chimiche) ben posizionato per beneficiare della ripresa economica che comincia a intravedersi in Cina e storicamente sostenuto dall’espansioni monetarie. Riduzione dell’esposizione al settore finanziario, che risulta ciclico e conveniente ma non in ripresa per i prossimi mesi. Prospettive positive per il Giappone, al momento una delle regioni più convenienti dove l’arresto del turismo potrebbe essere positivo spingendo a fare acquisti in patria invece che all’estero. Riduzione dell’esposizione al Regno Unito, anche se presenta valutazioni interessanti il FTSE 100 ha un’elevata esposizione ai titoli energetici e difficoltà sul fronte Brexit.

REDDITO FISSO E VALUTE: gli interventi delle banche centrali hanno dato un forte impulso a quasi tutte le classi di attivi del reddito fisso. Preferenza per gli USA con sovrappeso dei Treasury e delle obbligazioni investment grade. Positivi anche su debito in valuta locale dei paesi emergenti, neutrali su debito e credito sovrano dell’Eurozona. Positivi su oro e franco svizzero.

Al link Pictet.it l’analisi completa.

 

SCHRODERS: “Mercati azionari: le 3 mosse più contrarian”

A seguito del brusco rimbalzo registrato da fine marzo in poi, le valutazioni azionarie sono diventate molto più costose, avvicinandosi, in alcuni casi, ai massimi storici. Per Schroders le aree che al momento risultano convenienti presentando prezzi vantaggiosi e sentiment negativi sono 3:

  1. Il settore bancario europeo: il Coronavirus avrà un effetto disruptive in questo settore. Guardando ai dati al primo trimestre le banche hanno aumentato le riserve in vista di potenziali perdite future e registrato un calo nei capitali azionari core. L’attuale sistema bancario europeo è molto più sicuro rispetto al periodo pre-crisi del 2008 ma esistono 2 problemi strutturali: ampia mole di NPLs e bassa profittabilità. I risvolti positivi emersi durante la crisi sono rappresentati dall’adozione, da parte dei governi europei, di schemi di garanzia sui prestiti; dal temporaneo alleggerimento dei requisiti di capitale proposto dalla Commissione Europea. Grazie a questi supporti le banche hanno mantenuto i rubinetti aperti non tagliando, come avrebbero fatto in altre situazioni, l’erogazione del credito. Gli effetti sulla profittabilità potrebbero essere positivi.
  2. Il settore energetico USA: il settore rappresenta una delle principali vittime del Coronavirus (ad aprile vi è stato un crollo del 25% della domanda globale di petrolio. Le azioni del settore energetico pesano, nello S&P 500, il 3% rispetto al 16% del 2008). In questo settore più che guardare alle metriche basate sugli utili occorre capire se si arriverà ad un equilibrio tra domanda e offerta e quali società sopravvivranno a questo storico crollo in quanto nel settore i default sono in crescita data la difficoltà di ottenere finanziamenti ma occorre puntare tutto sulle società che saranno in grado di sopravvivere e che godranno pertanto di benefici quando la situazione si normalizzerà.
  3. L’Azionario brasiliano in dollari: nel corso della crisi l’azionario dei mercati emergenti ha sottoperformato rispetto ai mercati sviluppati a causa delle minori risorse per combattere la crisi. Il Brasile è stato uno dei paesi più colpiti (il MSCI Brazil ha perso il 49,3% in dollari ma gran parte delle perdite riguardano il lato valutario, in valuta locale l’indice ha perso il 28,4%). L’area di maggior valore in Brasile al momento risulta appunto la valuta.

Al link Schroders.com l’articolo completo di Kristjan Mee- Strategist, Research and Analytics

 

AMUNDI Market review giugno ’20

I risultati dei mercati finanziari riflettono l’entusiasmo per la progressiva riapertura delle economie e la risposta politica, in particolare fiscale, che ha coinvolto finalmente anche l’Europa. La Germania e la Francia hanno reso più semplice alla Commissione Europea la presentazione del piano di recupero (incremento di 750 miliardi di euro) definito come un passo significativo nella storia dell’Europa.

MERCATI AZIONARI in salita: S&P 500 +5%, Europa +3%, Giappone +6,6%, il mercato cinese, pagando le tensioni con gli USA e con Hong Kong, ha perso il 7%, l’Oro +3% e il petrolio si è assestato sui 35 dollari al barile. Valute e tassi nominali invariati, volatilità in riduzione.

La realtà economica e le sue future previsioni non giustificano l’ottimismo del mercato (il primo trimestre mostra una recessione in Europa e Giappone, il secondo segna il punto di minimo per l’economia americana e solo la Cina sta davvero rientrando in un percorso di crescita più virtuoso).  Il post covid sarà un percorso di ripresa economicamente difficile (tasso di disoccupazione elevato, rischio di insolvenza aziendale, spesa per consumi contenuta e cambiamenti strutturali). Prudenza nell'esposizione ai mercati emergenti (esposti a crescenti rischi geopolitici) opportunità sul fronte azionario asiatico e sulle emissioni creditizie investment grade. Nella gestione dei portafogli l'attenzione è sulla liquidità che risulta preziosa nella gestione del passaggio dalla fase più profonda della crisi ad una fase di ripresa incerta. Il vero catalizzatore per un miglioramento potrebbe essere un vaccino o delle misure mediche di trattamento per il virus che potrebbe innescare una ripresa permanente.

Al link  Amundi.it  il podcast completo.

 

EURIZON: “Le indicazioni di ottimismo sostengono il movimento di recupero dei mercati”

La settimana scorsa è stata all’insegna dell’OTTIMISMO: i tassi governativi che tentano una risalita (impercettibili ma segnali di ottimismo), le borse che continuano la risalita e recuperano le pesanti perdite di marzo, il calo degli spread italiani a seguito delle decisioni di politica monetaria e fiscale europea, l’indebolimento del dollaro rispetto all’euro (sintomo di speranze sulla ripresa globale).  Segnali incoraggianti anche sul virus che continua a ritirarsi dall’Europa e rallenta negli Stati Uniti ma permane nei paesi emergenti. Continuano gli interventi di politica economica: la settimana scorsa è stata la volta della BCE che ha sorpreso le attese incrementando il piano di acquisti ed estendo durata e dimensione Positive anche le indicazioni macro del ciclo economico con i dati di fiducia delle imprese di maggio (ancora negativi ma in risalita) che hanno confermato il punto di minimo è stato raggiunto ad aprile sia negli Stati Uniti che in Europa. Notizie positive anche sul mercato del lavoro USA con la riduzione del tasso di disoccupazione a maggio e la creazione di nuovi posti di lavoro. L’economia a livello globale sembra rispondere bene alle riaperture che via via si stanno registrando nei vari paesi e quindi un’economia che riprende a crescere. Le indicazioni di ottimismo sostengono quindi il movimento di recupero dei mercati dopo la grande paura di marzo.

Al link Eurizoncapital.it il podcast completo di Andrea Conti - Macro Research di Eurizon. 

 

ANIMA "L'enigma dei mercati che salgono con notizie negative”

Filippo di Naro – Direttore Investimenti risponde ad alcune domande:

I mercati azionari hanno quasi azzerato le perdite da Coronavirus come si spiega? La tesi prevalente sui mercati è quella di una ripresa a “V”, molti settori che, nella fase iniziale della crisi, erano stato colpiti hanno cominciato a recuperare terreno e hanno raggiunto o comunque stanno raggiungendo performance simili a quelle di settori che erano stati premiati nella prima fase. Questo diffuso ottimismo dovrà poi avere un confronto con la vera realtà delle cose che vedremo nei prossimi mesi.

Come si concilia l’apparente contraddizione tra mercati in rialzo e notizie negative? Spesso confrontiamo l’andamento dei corsi con le notizie correnti, in realtà i mercati guardano avanti, a quelle che sono le aspettative della seconda parte dell’anno.

Coronavirus a parte, quali sono gli altri temi guida del momento? Il coronavirus continua ad essere uno dei temi di influenza principale dei mercati. Le analisi si concentrano maggiormente sull’andamento ciclico della seconda parte dell’anno, sui risultati delle elezioni negli stati uniti di novembre e sugli effetti dei provvedimenti presi dalle autorità in particolare per quanto riguarda l’Italia e il recovery fund.

Come sono posizionati i portafogli? Sul mercato obbligazionario i portafogli sono relativamente stabili, con qualche preferenza nel mese di maggio per i settori investment grade. Sulla parte azionaria abbiamo cominciato a guardare la parte più ciclica dei settori in cui esistono delle opportunità che stiamo piano piano cogliendo.

Al link Animasgr.it l’intervista completa.

 

 

FIDELITY: “I dati sulla mobilità mostrano una lenta ripresa nella maggior parte delle economie”

I dati sulla mobilità globale forniti da Google hanno mostrato quanto gli spostamenti verso determinate aree abbiano raggiunti livelli molto al di sotto del “normale”. Questo è un dato utile come metro di misura immediato dell’attività economica. Gli scenari migliori sembrano essersi verificati in paesi come Taiwan e la Corea del Sud, in questi paesi l’impatto economico sembra essere molto più blando rispetto all’occidente.

Al link Fidelity.it l’articolo completo di Ian Samson, gestore di portafoglio Fidelity International.

Da Alessia Vicario Financial Data Analyst presso Quantalys Italia.